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Milano, Lombardia, 20155
Italy

Silvia Orlandi educatrice cinofila Milano

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IL MIO APPROCCIO

Il cane deve fare il cane, ma chi è il cane?
Il cane è un essere vivente molto più complesso di quello che ci immaginiamo, è importante conoscere le caratteristiche etologiche di specie per assecondare i suoi bisogni e comprendere il suo linguaggio, affinchè si possa finalmente instaurare una relazione rispettosa ed equilibrata da entrambi i lati.
Le mie consulenze si basano sull'approccio "cognitivo zooantropologico" e sono quindi personalizzate in base al soggetto che abbiamo di fronte, alle caratteristiche di razza, al passato del cane e al contesto in cui vive; non esistono metodi o tecniche che possano andare bene per tutti i cani, per questo motivo non posso rispondere a quesiti via e-mail o telefonici.
Vi aiuterò finalmente a capire il vostro cane e a creare una relazione basata sull'ascolto, il rispetto e la fiducia.

Il primo passo è conoscere, accettare e rispettare le diversità di specie.


L'approccio "cognitivo zooantropologico" promuove la relazione tra due specie diverse e definisce un modo di leggere il comportamento animale ritenendolo non frutto di automatismi, dove ad un input corrisponde sempre la stessa risposta, ma il risultato di un'espressione mentale complessa. Il cane non è quindi una macchina ma un soggetto dotato di dotazioni e risorse e vivente nel qui e ora. Il suo comportamento è caratterizzato da una componente genetica in quanto specie cane con le sue particolari motivazioni di razza, da una componente esperienziale che inizia già dal grembo della madre e dal qui e ora, cioè dalle circostanze precise in cui si trova al momento dell'osservazione.

Secondo l’approccio zooantropologico il proprietario in quanto base sicura secondaria è un “mediatore evolutivo”, ovvero ciò che connette il cucciolo al mondo, dopo la madre, indirizzando il suo percorso di crescita. Ogni attività evolutiva che l’educatore cinofilo vuole applicare sul cucciolo deve passare quindi attraverso la mediazione evolutiva ossia attraverso il rapporto tra il proprietario e il cucciolo. Nell'approccio cognitivo zooantropologico l’attività di educazione e istruzione del cane viene interpretata in modo pedagogico e non addestrativo, significa quindi non pretendere di avere il controllo sul cane attraverso coercizione e inibizione ma di costruire una relazione bilaterale basata sulla comunicazione e l'ascolto, che abbia come obiettivo finale la crescita dell'individuo.