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Milano, Lombardia, 20155
Italy

Silvia Orlandi educatrice cinofila Milano

DIARIO DI VIAGGIO

Cani galleggianti

silvia orlandi

Cambogia, Agosto 2015.
Serie di immagini di cani di proprietà che vivono nel villaggio galleggiante di Kompong Luong.
Questa volta mi limito al reportage fotografico, non ho potuto osservare e approfondire la loro routine quotidiana poichè è stata una veloce visita in giornata.
L'unica osservazione che mi sento di fare riguarda la particolare morfologia dei cani, alcuni molto diversi dai cani dei villaggi cambogiani.
Lascio quindi a voi le riflessioni sullo stile di vita e le dinamiche sociali fra cani che avverranno a distanza tra una casa e l'altra e molto probabilmente anche su terra ferma, ovviamente solo dopo una nuotata per raggiungerla.

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Per una cresta

silvia orlandi

 

Agosto 2015 - Isola di Phu Quoc (Vietnam)

Come non terminare un viaggio culturale con un po' di mare?
Diciamo la verità, raggiungere l’isola di Phu Quoc partendo dalla Cambogia non è stato per niente semplice, ma la possibilità di fare qualche giorno di mare e nel frattempo poter anche conoscere e osservare un Phu Quoc Ridgeback dal vivo e nel suo ambiente, mi ha spinto senza dubbi a raggiungere l'isola.
Purtroppo, una volta arrivati, ci rendiamo conto di essere attorniati solo da cantieri a cielo aperto, mostruosi albergoni di lusso in costruzione, luna park, campi da golf, e tra un cantiere e l’altro le spiagge tropicali deserte avevano un aspetto un po’ abbandonato.
E’ infatti solo dal 2011, con il nuovissimo aeroporto internazionale di Duong Dong, che Phu Quoc ha iniziato ad attirare turismo sull’isola stravolgendo "positivamente" l’economia della popolazione, ma è altrettanto evidente che la natura incontaminata qui resisterà ancora per poco.

Il Phu Quoc Ridgeback è una delle 3 razze al mondo di segugi primitivi con cresta dorsale (oltre al Thai e al Rhodesian), una razza estremamente rara, molto probabilmente autoctona (che prende appunto il nome dall’isola) da sempre utilizzata per la caccia e la guardia.
Al momento ci sono circa 700 esemplari di pura razza registrati al Vietnam Kennel Club.
Per quanto riguarda la cresta, potrebbe esistere un collegamento tra questo cane asiatico ed il cane con la criniera africano, il Rhodesian Ridgeback, per esempio risalendo ai vari commerci tra Asia e Africa, a cominciare da quelli dei Fenici, sulle coste Nordafricane, o degli Arabi, sulle coste Orientali, o più recentemente dei Portoghesi o degli Olandesi sulle coste Meridionali; ma si potrebbe anche trattare più semplicemente di una mutazione parallela.

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E’ un cane di media taglia dall’aspetto primitivo, molto simile al tipico cane Paria, caratterizzato appunto da una cresta dorsale (ovvero una striscia longitudinale di pelo rivolto in senso contrario) a forma di spada o freccia, orecchie erette, pelo non più lungo di 2 cm attualmente con una vasta gamma di colorazioni, occhi leggermente a mandorla, coda a uncino, grossa alla base e più fine verso la punta, zampe palmate e macchie blu/nere sulla lingua.

Interessante l'effetto della cresta su un incrocio con PQR con pelo di media lunghezza.

Interessante l'effetto della cresta su un incrocio con PQR con pelo di media lunghezza.

Selvaggio, coraggioso, indipendente e curioso, fisicamente è un connubio perfetto di forza e agilità. Un eccellente cacciatore che non teme le altezze, abile arrampicatore, saltatore, corridore e un nuotatore estremamente veloce.
Vive in branchi molto organizzati.
E’ considerato anche un buon cane da compagnia con molta voglia di apprendere, sono incerte invece le sue qualità di guardiano e di difensore delle persone. Vocalizza e ulula abbastanza frequentemente, più raramente abbaia. Adora rintanarsi e scavare buche nel terreno fino a creare vere e proprie caverne sotterranee, che vengono usate anche dalle madri per partorire.

Purtroppo sempre più visitatori stanno cominciando a venire a Phu Quoc alla ricerca di questi cani, dando luogo a un triste business e ad una serie di allevamenti sull’isola a solo scopo di lucro. Un cane può costare dai 20€ ai 2.000€, ci raccontano che il valore è dato dal colore (il tigrato vale di più) e dalla bellezza della cresta che dev’essere il più possibile lunga e sottile.
E come ogni volta in cui c’è di mezzo il dio denaro ecco comparire dinamiche di sfruttamento, cani sempre vissuti in libertà si ritrovano in serragli e a catena, a bordo strada cuccioli spaventati vengono detenuti in gabbie sospese da terra come fossero galline, allontanati precocemente dalla madre, sfamati a solo riso in bianco e spesso denutriti.

Il mio primo incontro fortunatamente è stato con un gruppo di cani appartenente ai gestori della Pepper Farm in cui alloggiavamo durante la nostra permanenza. Sono stati i protagonisti indiscussi di tutte le mie colazioni e cene, gli occhi erano solo per loro (povero fidanzato), soprattutto per le loro interazioni e comportamenti.
Il gruppo stava quasi sempre nella zona dell'ingresso, ma li ho visti anche uscire dal cancello per andare a fare un giro tutti assieme, con totale libertà decisionale e autonomia, senza mai arrecare disturbo ai turisti.
Anche qui, come in Indonesia, ho notato che i cani non vengono minimamente toccati o accarezzati dai locali e dai proprietari, e a mio parere non fa che portare dei benefici all'integrazione in mezzo alla gente, l’unica simil carezza che ho visto fare è stata con un piede, anzi con la ciabatta.

L'ingresso della Pepper Farm

L'ingresso della Pepper Farm

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Questo gruppo era composto da una giovane femmina molto schiva con le persone in fase di allattamento (solo qualche giorno dopo mi mostrano la cucciolata), tre cuccioli spensierati di circa 3 mesi di un’altra madre non più presente, e il “Nonno”.
Il Nonno era un cane maschio di 4 anni, il più anziano del gruppo seppur giovane, di una bellezza e particolarità unica, forse nemmeno tanto negli standard di razza, poco slanciato, ma con delle orecchie mai viste prima ad un cane, molto piccole, sottili, rigide ed erette, tipo gatto e un portamento meravigliosamente fiero.

Giovane madre in fase di allattamento

Giovane madre in fase di allattamento

Il "nonno" e le sue orecchiette che sembrano quasi tagliate

Il "nonno" e le sue orecchiette che sembrano quasi tagliate

Il "nonno" tra i tavoli della colazione che medita

Il "nonno" tra i tavoli della colazione che medita

Il "Nonno" nella sua espressione più tipica

Il "Nonno" nella sua espressione più tipica

Il "Nonno" che riposa all'ingresso

Il "Nonno" che riposa all'ingresso

Confesso che io persi la testa per quel cane.
Si prendeva cura dei tre cuccioli con l’attenzione e la pazienza di una madre, era uno spettacolo rimanere a guardare le interazioni educative con i piccoli, alternate a lunghi momenti di totale relax al sole.
Come tutti i predatori selvatici, di giorno riuscivo a fotografarli solo mentre riposavano e quando calava il sole, e non avevo più luce per fotografarli, si risvegliavano dal torpore e davano il meglio di sé cacciando insetti e animaletti e giocando come matti tra loro. I cuccioli mostravano già a 3 mesi un predatorio molto alto.

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Girando in macchina per l’isola iniziamo a notare diversi cartelli che indicano allevamenti di Phu Quoc, così un giorno decidiamo di andare in avanscoperta di questi allevamenti.

Latte in polvere per i cuccioli

Latte in polvere per i cuccioli

Alcuni sono abbastanza casalinghi, altri più organizzati, il più grande è perfino segnato sulla cartina dell'isola tra le attrazione turistiche e l’ingresso è a pagamento (giustificato come un contributo alla conservazione della razza).

Il nome di questo allevamento è Thanh Nga Dog Farm & Dog Racecourse, sì avete capito bene, all’interno c’è anche un piccolo cinodromo con gare ad orari prestabiliti e spalti per gli spettatori. Ma non è un classico cinodromo con la pista ovale, è come una sorta di “Giochi senza frontiere”, un vero e proprio percorso ad ostacoli da compiere alla massima velocità, io la chiamerei “wild agility".
Il percorso consiste in una serpentina con quattro rettilinei lunghi circa 100 mt pieni di ostacoli come per esempio passare in un tunnel sotterraneo, nuotare in un fosso paludoso, arrampicarsi su un albero, saltare dei trochi, etc.
I cani vengono “incitati” dal trainer che corre dietro a loro con bandierine, forti fischi e racchette (?!?) e da un altro trainer che li aspetta verso la fine con dei bocconcini.
La curiosità di vedere una gara era davvero tanta, ma ho preferito non finanziare questo spettacolino per turisti.

Cinodromo con gli spalti sull destra della foto

Cinodromo con gli spalti sull destra della foto

Box di attesa

Box di attesa

Il percorso

Il percorso

L'ostacolo "Nell'antica foresta"

L'ostacolo "Nell'antica foresta"

L'ostacolo "Scegliendo"

L'ostacolo "Scegliendo"

L'ostacolo "Guadare l'acqua creando onde"

L'ostacolo "Guadare l'acqua creando onde"

L'ostacolo "Giù nel tunnel" (in basso a destra sotto i tronchi)

L'ostacolo "Giù nel tunnel" (in basso a destra sotto i tronchi)

Gli spalti

Gli spalti

Purtroppo però, mentre visito l’allevamento, mi rendo conto che è tutto costruito ad hoc per i turisti, fuori da alcuni recinti c’è un cartello che indica l’esibizione a cui si può assistere, “cani attenti all’ambiente che riportano la bottiglietta di plastica nel cestino”, cani che si arrampicano su reti alte 3 metri, zona accoppiamento… insomma mi sembra di essere ad un vero e proprio circo dei primi ‘900 e non posso che uscire da lì con l’amaro in bocca.

"Conquistare l'altezza"

"Conquistare l'altezza"

"Selezione inseminatori"

"Selezione inseminatori"

"Cani da corsa"

"Cani da corsa"

"Cucina casalinga per cani"

"Cucina casalinga per cani"

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"La vita selvaggia dei Phu Quoc", ricostruzione del loro habitat con maiali e capanne.

"La vita selvaggia dei Phu Quoc", ricostruzione del loro habitat con maiali e capanne.

"Area per le monte"

"Area per le monte"

"Cimitero per cani"

"Cimitero per cani"

"Morti di vecchiaia", "Morti a causa di morsi"

"Morti di vecchiaia", "Morti a causa di morsi"

"Malattie mortali", "Altre cause"

"Malattie mortali", "Altre cause"

"Ricorda: l'animale cane è fedele ma frainteso"

"Ricorda: l'animale cane è fedele ma frainteso"

Lascio l’isola di Phu Quoc con impresso lo sguardo di un cucciolo terrorizzato e pietrificato venduto per strada, tra il caos della gente e delle macchine, rivedo così l’inizio dello sfruttamento del cane nell'allevamento per bellezza e mi rattristo molto, pensando a tutti quei simil Phu Quoc senza Ridgeback che girano per le strade dell’Indonesia, della Cambogia e del Vietnam stesso, esemplari ugualmente meravigliosi e affascinanti, che non solo non vengono apprezzati e rispettati, ma vengono addirittura mangiati!! La loro colpa è che non hanno nessuna particolarità che li possa rendere unici e commercializzabili, e la tanto aspirata cresta sempre più lunga mi ricorda le zampe sempre più corte e il muso sempre più schiacciato di certe razze occidentali.

C'è da chiedersi se la cresta li abbia salvati o condannati.

Tradizioni e contrasti

silvia orlandi

CAMBOGIA - Dicembre 2015

Parto dall'Italia ben sapendo che il paese che andrò a visitare ha come tradizione il consumo della carne di cane, ma dentro di me spero vivamente di non dover assistere ad alcuna scena cruenta.
Non credo la mia sia stata solo fortuna, il non aver mai visto cani in vendita ai mercati, nessuna uccisione, nessun maltrattamento è indice del fatto che il consumo non è poi così abbondante e alla luce del sole.

Pare che un tempo in Cambogia non si mangiassero i cani anche grazie alla religione buddhista, ma l'influenza dei vietnamiti e dei cinesi, soprattutto nelle tribù dell'estremo nord-est (di contraddittoria religione animista), ha fatto sì che ad oggi il 15/20% della popolazione si nutra di questa carne, ma il restante 80/85% cosa ne pensa?
Ho conosciuto molte persone che posseggono due o tre cani di proprietà, amati e curati, mentre il loro vicino di casa prepara la zuppa di cane o ne fà degli spiedini grigliati.

Questa è un grandissimo contrasto culturale con cui i cambogiani sono costretti a vivere!!

I cani di proprietà, così come in altri paesi del sud est asiatico, vengono rispettati in quanto utili per la loro funzione di guardia e di "pulizia" da piccoli roditori e insetti. Liberi di andare dove vogliono, praticamente sono cani di strada padronali, ma molto spesso rimangono davanti al negozio o all'abitazione e non si allontanano più di tanto.
Il concetto di "cane di proprietà" è estremamente diverso dal nostro, viene più da pensare che siano i cani ad avere la proprietà di chi gli dà da mangiare e non viceversa!!
Liberi da catene e da guinzagli, liberi di fare tutto quello che vogliono, si inseriscono silenziosamente nei mercati, passeggiano sui marciapiedi, attraversano strade trafficate e si appisolano in posti improbabili senza infastidire, perfettamente integrati.
Se non che... i proprietari devono però stare molto attenti ai cosiddetti ladri di cani!!
Piccole gang di giovani ragazzi, solitamente dei villaggi più poveri, girano in moto e con delle reti di corda accalappiano i cani in strada, ma anche dalle proprietà, per poi cucinarseli!!

Sono cani dall'aspetto primitivo, di taglia medio/piccola, dai 12 ai 20 kg circa, orecchie spesso erette e colore prevalentemente fulvo spesso con maschera nera, tigrati, neri e più raramente bianchi. Qualche cane ha stranamente il pelo duro e qualcuno è il frutto di recenti mix con piccoli cani di razza tipo Shitzu.

Ci raccontano che la carne di cane viene considerata "special meat", una carne speciale poichè dà forza ed energia a chi la mangia, una carne curativa (che guarisce dalla malaria?!?), forse perchè ci lega un antico rapporto e l'uomo vuole in qualche modo giustificare l'uccisione? Per questi motivi, di solito, non viene mangiata spesso ma c'è comunque anche chi la mangia tutti i giorni.
Esistono addirittura dei ristoranti specializzati solo in carne di cane.

A metà del nostro viaggio eccoci arrivati nell'estremo nord-est, la regione più remota della Cambogia, il Ratanakiri. In questa regione sono ancora presenti diverse antiche tribù al confine con il Vietnam, come quella dei tampuen.
La visita di questi villaggi ci mostra alla luce del sole la cruda realtà.
Svariati cani, soprattutto cuccioli denutriti e cani giovani, si mescolano ad altrettante cucciolate di maiali, madri di entrambe le specie che allattano ad ogni angolo. E' un tripudio di gravidanze e magrezza, mai visto maiali così magri. Avvolti dalla polvere rossa della terra arida, cani e maiali diventano un'unica specie, un'unica carne, l'esempio più palese di come non si possa provare più compassione per uno che per l'altro.

Interessante osservare la convivenza di cani altamente predatori con i volatili.

Cani e maiali vengono alimentati con riso bianco e uccisi attorno ai 2 o massimo 3 anni di età, praticamente quando hanno raggiunto la dimensione maggiore; non vengono mai uccisi da cuccioli e forse è per questo motivo che vedo sguardi affettuosi e cure parentali da parte dei bambini, soprattutto a favore dei cuccioli, forse perchè sanno che quelli non glieli tocca nessuno? E poi una volta cresciuti ci saranno altri cuccioli a cui voler bene. Credo che i bambini abbiano imparato a non affezionarsi ai cani adulti, perchè sanno che il cucciolo quando cresce si trasforma in cibo.


Rarissimamente i cani arrivano ai 4/5 anni di età, ma solo se si comportano molto bene, dopodichè vengono uccisi lo stesso.
Al contrario il cane di un anno che abbaia spesso viene ucciso in anticipo.
Nella mia ingenuità ho chiesto se al cane era permesso entrare in casa, la risposta è stata ovviamente negativa, ma la spiegazione inaspettata... nei villaggi le case non hanno il bagno e le persone defecano a 5 metri dall'abitazione, ma sono i cani ad essere considerati animali molto sporchi perchè vanno a mangiarla!!! Non commento.
Se state pensando che "da noi in guerra si mangiavano i gatti" vi sbagliate, qui il cibo non scarseggia. Frutta, verdura e riso non mancano, anzi, è proprio alla fine della raccolta del riso che si festeggia mangiando carne di cane per due o tre giorni.

Dopo migliaia di anni di domesticazione del cane, di scambi e collaborazione, vengono improvvisamente ignorate tutte le sue abilità, le sue funzioni, nessuna utilità, nessuna empatia, nessuna relazione, solo ed esclusivamente cibo.



Levrieri Sardi segreti

silvia orlandi

9 agosto 2015 - Sardegna

Stiamo percorrendo una strada deserta dell'entroterra sardo senza una meta precisa quando, con la coda dell'occhio, mi sembra di avere un'apparizione levrieroide. Fermiamo la macchina e torniamo indietro. Ebbene sì, ero di fronte ad un esemplare puro e molto bello di Levriero Sardo.

Mi torna immediatamente alla memoria un articolo letto qualche anno fa sulla quasi estinzione di un'antica razza di levrieri autoctona.
Finalmente avrei potuto saperne di più e lo avrei fatto a qualsiasi costo.
Caso vuole che attorno alla zona dove trovano rifugio gli ultimi cavalli selvatici d'Europa, ovvero il Parco della Giara, vi siano anche gli ultimi esemplari di Levriero Sardo.

Cerchiamo a Villamar il famoso allevatore Franco Pitzalis, del quale leggiamo un articolo sul web, ma non lo troviamo a casa perchè è a pascolare le sue pecore. Decidiamo quindi di riprovare più tardi e nel frattempo iniziamo a perlustrare la zona attentamente.
Il paesaggio è brutalmente desolato e rurale. Le uniche strutture all'orizzone sono assemlamenti di materiali di recupero e serragli arrugginiti abitati da animali da fattoria, quando, in mezzo ad un gregge di pecore, intravvediamo nonno Fabiano con i suoi due levrieri. Ci avviciniamo sorridendo e cerchiamo un dialogo dichiarando subito, in segno di fratellanza, che anche noi possediamo dei levrieri. Il suo volto si illumina, le rughe frontali si rilassano e ci ritroviamo a chiaccherare con un pastore dall'animo buono, molto affezionato ai suoi cani, che porta con sè a pascolare solo per avere un po' di compagnia. Ci racconta che uno dei due è per metà Pastore Maremmano-Abruzzese e l'altro puro. Pare infatti che qualcuno utilizzi i Levrieri Sardi come cani pastore, ancor meglio se non proprio puri, ma per lui sono solo due cani di famiglia con cui giocano i nipotini, niente di più. Non c'è dubbio che vengano trattati con dolcezza perchè cercano subito il contatto fisico e si fanno coccolare da me per buona parte del tempo della nostra chiaccherata.

Levriero Sardo incrocio Pastore Maremmano Abruzzese

Levriero Sardo incrocio Pastore Maremmano Abruzzese

Salutiamo Fabiano, il sole sta già scendendo verso l'orizzonte, e ci indirizziamo, su suo consiglio, a trovare Gianni, il boss dei levrieri, a pochi km da lì, sulla collina.
Lo troviamo in compagnia di Marco, un amico, mentre sta cercando di medicare uno dei suoi levrieri che si è ferito alla testa durante la notte.

Con loro passeremo uno dei tramonti più intensi di tutta la vacanza.

Si vede subito che è un tipo rude, invecchiato da una vita di pastorizia per la quale, parole sue, non ha mai fatto un giorno di vacanza in tutta la sua vita, ma con quel sorriso, realmente sotto i baffi, è riuscito ad incantarci con i suoi racconti fino al calare della notte.
Io e il mio compagno facciamo domande dirette, senza inibizioni e senza mostrare posizioni o ideologie, per poter entrare nella sua vita e in un mondo che iniziava a ricordarmi qualcosa... Gianni infatti potrebbe essere il corrispettivo di un galguero all'italiana: sì perchè lui con i levrieri va a caccia di cinghialetti. Quando ce lo dice è un po' imbarazzato, perchè è una caccia illegale ed è come se se ne vergognasse.
Tutto questo mi fa un certo effetto anche perchè il Levriero Sardo è molto simile, se non quasi identico, al galgo spagnolo da lavoro, l'unica differenza è che spesso le orecchie vengono portate erette.

Notiamo subito che i tre levrieri presenti non sono puri, infatti ci spiega che per questo tipo di caccia vengono irrobustiti con i Dogo Sardi, razza che alleva il suo amico Marco; ma Gianni preferisce cacciare con i levrieri, perchè a differenza dei Dogo, ne può tenere tanti assieme. Al momento infatti ne ha una ventina (anche se ci ha raccontato di averne avuti anche cinquanta).

Per farci vedere tutti i componenti del suo branco, si allontana da noi una decina di metri, si volta verso la valle, ed emette un forte suono con la bocca tipo cervo in amore.
E' in quel preciso istante che ho assistito ad una delle scene più belle della mia vita, tanto da competere addirittura con i safari africani.

Il tramonto era infuocato e i levrieri che erano sempre rimasti lì, ma mimetizzati nell'ambiente, si alzano lentamente come dei felini e si avvicinano da lontano da qualsiasi direzione io guardassi. Qualcuno era sdraiato tra i cespugli, qualcuno ci guardava da in cima a grandi rocce, ma tutti insieme, senza fretta, venivano verso di noi. Travolta da un'ondata di emozioni e dalla consapevolezza di non aver mai visto dei cani così integrati nella natura come in quel momento, come non pensare ai levrieri nelle nostre città? Ho fatto subito uscire dal furgone i miei due cani milanesi perchè godessero, anche se per poche ore, di tutto quel bendidìo di orizzonti e spazi aperti in compagnia del branco di cugini selvaggi.

Mi racconta di quanto sia dura e cruenta la caccia perchè, non potendo usare armi, lui e il suo gruppo di amici, si attrezzano di coltello per “finire” il cinghiale con le loro mani. Cerco di non farmi prendere dal giudizio e volgo il mio sguardo verso i cani, rilassati in quel fantastico tramonto. A differenza dei cani di Fabiano, loro sono diffidenti e non interessati ad interagire con noi. Di notte rimangono liberi ma è costretto a legarne due, che ha individuato essere la testa di battute di caccia notturna, e da quando li lega dormono tutti più tranquilli.
Gianni mi confessa che è un po' appesantito dalle spese per curare e alimentare 20 levrieri ma mi assicura che i suoi cani muoiono tutti di vecchiaia e finchè saranno in vita lui li manterrà, speriamo sia vero.
Solo uno del branco è un Levriero Sardo puro, un recente regalo di un amico, perchè "Il levriero Sardo non si vende".

L'altra vita dei cani a Bali

silvia orlandi

Visitare l'isola di Bali tra foreste, sorrisi e una miriade di cani è stata un'esperienza intensa e ricca di spunti di riflessione soprattutto sulla morfologia primitiva dei cani e sulla loro integrazione nella società, un viaggio che mi ha lasciato una sensazione di smarrimento e incertezza per come siano andate le cose dalle nostre parti.

3 magnifici cani di proprietà (forse imparentati) avvertono subito ululando del nostro avvicinamento al cancello di casa poi vedendoci parlare con la proprietaria ci osservano curiosi ma senza cercare mai il contatto fisico, diffidenti e sempre attenti ai movimenti di lei

3 magnifici cani di proprietà (forse imparentati) avvertono subito ululando del nostro avvicinamento al cancello di casa poi vedendoci parlare con la proprietaria ci osservano curiosi ma senza cercare mai il contatto fisico, diffidenti e sempre attenti ai movimenti di lei

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Osservando per esempio un Bulldog Inglese non è difficile rendersi conto di quanto l'uomo sia intervenuto pesantemente nella selezione delle razze visto che, ebbene sì, anche i Bulldog derivano dal lupo.
Finchè la selezione avveniva per scopi lavorativi i cani mantenevano una certa agilità, proporzione e robustezza, ma poi... ci siamo fatti prendere da quel senso di onnipotenza che ci piace tanto e abbiamo creato delle razze estremizzate che purtroppo non sono più minimamente autosufficienti e senza la nostra presenza giornaliera avrebbero grosse difficoltà a cavarsela.

Avanzi di riso al vapore

Avanzi di riso al vapore

Riposare in piena carreggiata come se nulla fosse

Riposare in piena carreggiata come se nulla fosse

Un giro nelle risaie per controllare tutto dall'alto

Un giro nelle risaie per controllare tutto dall'alto

L'incontro con due cuccioli un pochino diffidenti che si sono poi incamminati verso la foresta oltrepassando un piccolo torrente e saltando da grandi rocce per raggiungere degli uomini del villaggio

L'incontro con due cuccioli un pochino diffidenti che si sono poi incamminati verso la foresta oltrepassando un piccolo torrente e saltando da grandi rocce per raggiungere degli uomini del villaggio

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A differenza della grande varietà di razze che si vedono circolare nelle nostre strade, a Bali la maggior parte dei cani si assomiglia quasi creando uno standard frutto della selezione NATURALE in adattamento all'ambiente e alla società.
Troviamo così dei cani di taglia media (dai 15 ai 25 kg), corpi snelli e agili, pelo corto con pochissimo sottopelo, orecchie spesso erette e mantello di vari colori ma soprattutto sui toni del marrone, nero, bianco e tigrato.

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A livello caratteriale hanno un'innata diffidenza nei confronti dell'uomo, tendono infatti a legarsi a chi gli dà da mangiare e a controllare il proprio territorio attraverso la segnalazione di presenze estranee con suoni molto simili a degli ululati. Inoltre vengono accarezzati molto poco, forse mai, e chissà che questo tipo di approccio non sia anche più rispettoso del nostro (a volte egoistico e compulsivo) e quindi avendo meno aspettative di manipolazione sappiano comportarsi meglio in mezzo alle persone.

Alcuni tengono delle distanze molto molto ampie

Alcuni tengono delle distanze molto molto ampie

Avverte spaventato della nostra presenza fuori dal cancello della sua abitazione

Avverte spaventato della nostra presenza fuori dal cancello della sua abitazione

Uno splendido esemplare con i suoi cuccioli, una madre calma e sicura di sè, ma pronta ad allontanarsi se mi fossi avvicinata

Uno splendido esemplare con i suoi cuccioli, una madre calma e sicura di sè, ma pronta ad allontanarsi se mi fossi avvicinata

Non posso dire con certezza che alcuni di loro fossero cani Pariah, anche se osservando il loro aspetto fisico e il non saper abbaiare, tutto mi faceva pensare che fossi davanti a quella famiglia di cani che pare essere il primo anello evolutivo del cane dal lupo.

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Rubo questo sacchetto interessante e poi trovo un posto tranquillo per smembrarlo

Rubo questo sacchetto interessante e poi trovo un posto tranquillo per smembrarlo

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Travolta dal fascino di questi sguardi selvatici non ho potuto fare a meno di notare come, lasciando fare alla selezione naturale e alle esperienze in libertà, questi cani siano assolutamente integrati e in armonia con l'ambiente in cui vivono. Sempre liberi di circolare ovunque, mi stupisce non vedere mai cani investiti e mi fa riflettere. Non ho mai incontrato cani aggressivi, che infastidiscono persone o bambini, che litigano con altri cani, che rubano del cibo se non dalla spazzatura, che abbaiano troppo e senza motivo, e nel modo più assoluto non ho mai visto cani frustrati!

Si aggirano nel bel mezzo di una festa religiosa in modo silenzioso, senza mai rubare cibo dai tavoli, ma al limite aspettando in modo molto "educato"

Si aggirano nel bel mezzo di una festa religiosa in modo silenzioso, senza mai rubare cibo dai tavoli, ma al limite aspettando in modo molto "educato"

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Ora, ancora di più, mi rendo conto di quanti pasticci ha fatto l'uomo selezionando razze con troppe derive motivazionali, un tempo grandi lavoratori ma ora considerati problematici; e a causa della nostra ipertutela e dei contesti in cui crescono, rimangono tristemente frustrati e immaturi.
La vita con i cani potrebbe essere molto più facile e semplice.